La biodegradabilità è il processo naturale di degradazione della materia organica fino alla sua completa assimilazione nel suolo. Gli elementi che favoriscono tale processo sono: umidità, ossigeno, temperatura e microorganismi.
Il processo:
Bioframmentazione: Frammentazione biologica del materiale.
Bioassimilazione: Incorporazione metabolica di molecole e frammenti di esse da parte dei microorganismi.
Mineralizzazione: Trasformazione completa degli elementi primari della materia in CO2 o CH4, H2O e nuova biomassa. Questo processo conduce alla biodegradazione completa (decomposizione) del composto organico nell'ecosistema.
Il compostaggio rappresenta l'ottimizzazione del processo di biodegradazione. Attraverso la tecnica del compostaggio viene controllato, accelerato e migliorato il processo naturale a cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica naturalmente presente nell'ambiente.
Il compostaggio può essere svolto in maniera industriale (centro di compostaggio industriale: etichetta OK Compost), naturale (etichetta OK Biodegradable) o individuale/domestica (etichetta OK Compost Home).
I bio-polimeri sono strutture molecolari presenti negli organismi viventi o sintetizzati da essi. Essi provengono da risorse rinnovabili (risorse naturali capaci di rinnovarsi naturalmente ad un tasso comparabile a quello di consumo)che si possono polimerizzare per la fabbricazione di bioplastiche.
Le bio-plastiche rappresentano una nuova famiglia di materiali. Sono polimeri provenienti da risorse vegetali rinnovabili, anche chiamate bio-polimeri. Questi nuovi materiali sono biodegradabili e devono rispondere a quanto previsto dalla norma NF EN 13432.
Composte per almeno il 40 % da materiale di origine vegetale ( rinnovabile), le bioplastiche apportano significativi vantaggi ambientali, limitano l'impiego di risorse di origine fossile( non rinnovabili) e di conseguenza permettono la riduzione di emissione di CO2.
La biodegradabilità conferisce loro una capacità di essere riciclate e valorizzate, al termine della loro vita, pari a quella dei materiali di natura organica . Questa ri-valorizzazione è resa possibile dall'origine organica del carbonio che le compone.
Grazie a questa loro proprietà, le bioplastiche contribuiscono a limitare considerevolmente l'accumulazione di rifiuti nell'ambiente terrestre e marino.
Le prospettive di crescita di questo nuovo materiale sono importanti, tuttavia le bioplastiche non hanno la vocazione di sostituire nel futuro immediato tutte le plastiche nelle varie applicazioni.
Nel 2008 la capacità di produzione di bio-plastiche era di 300.000 tonnellate nel mondo, di cui 120.000 in Europa.
"Un materiale si definisce biodegradabile se viene degradato attraverso microorganismi. Il risultato di questa degradazione è la formazione di acqua, di CO2 e/o di CH ed eventualmente di sotto-prodotti ( nuova biomassa) non tossici per l'ambiente. Questa definizione si ritrova in almeno 5 norme in vigore (ISO, CEN)". (ADAME 2005).
Le plastiche biodegradabili sono materiali conformi a questa definizione quando soddisfano le esigenze della norma NF EN 13432.
No, se le plastiche sono conformi alle richieste della norma NF EN 13432 del luglio del 2000.
Questa norma definisce i requisiti relativi agli imballaggi adatti alla biodegradazione ed al compostaggio in Europa. Tutti i materiali che soddisfano le richieste di questa norma sono biodegradabili e compostabili.
E' importante distinguere tra materiali ricicalbili e riciclati. Per essere riciclato, un materiale riciclabile deve essere raccolto e separato. Molti prodotti riciclabili non possono essere riciclati per mancanza di adeguata raccolta e smistamento.
Le bio-plastiche applicate agli imballaggi sono conformi alla norma NF EN 13432 e quindi sono riciclabili. Ma non sempre vengono riciclati.
Queste plastiche, comunemente chiamate oxo-degradabili, sono plastiche di origine fossile , alle quali si aggiungono degli agenti ossidanti, per facilitarne la frammentazione.
Non sono in nessun caso di origine vegetale e non soddisfano i requisiti previsti dalla norma NF EN 13432.